01.
Sara esce dal bagno angusto della camera del motel in cui si sono infilati a bruciapelo, catapultati da un drink all'altro lungo l'asse eterno e inconfondibile del sesso. Le parti esposte del suo corpo mostrano una pelle scura come il cioccolato fondente di qualche paese caraibico, tesa e morbida al tempo stesso, imperlata delle ultime gocce di acqua tiepida sfuggite all'asciugamano blu. Blu come la notte, blu come i colori sociali del motel. Sara si concede un attimo di fuga pensando a quanto le piacciano i colori e quanto non le piacciano i toni. Solo un attimo, prima di riportare la sua attenzione sull'uomo disteso sul letto proprio di fronte alla porta del bagno. Il suo sguardo alza istantaneamente la tensione, come se fosse in grado di generare ormoni con il pensiero.
L'uomo le piace. Le piace il suo fisico asciutto ed atletico, i muscoli allenati dai movimenti di recupero dei bidoni della spazzatura e dal loro lancio all'interno degli immensi container della RBR, la principale fonte di lavoro del Livello Terra della citta'. Nonostante questo l'uomo non puzza, non piu' del resto dei sobborghi della citta', immersi e pervasi costantemente da una coltre di odori nauseanti. Non se ne ricorda il nome, perso nei meandri dei drink e delle parole accennate tra uno sguardo e un altro, tra un messaggio primordiale di desiderio e una carezza appena accennata, come a verificare la soglia necessaria a scatenare il diapason delle loro emozioni. Il nome non e' importante. L'unica cosa importante e' quella vibrazione silenziosa e immediata che il contatto appena accennato ha messo in moto, la sensazione che le provoca il cuore che inizia ad aumentare il ritmo, il calore che inizia a diffondersi dai luoghi piu' morbidi del suo corpo verso le parti piu' elastiche ed esposte fino a trasformarla in una candela di cera.
Mentre Sara si avvicina al letto assapora la consapevolezza totale del proprio corpo che quella vibrazione ha risvegliato, sente il proprio seno rontondo e pieno premere contro l'asciugamano avvolto intorno al suo busto, le scosse che ogni passo fa salire dai piedi che toccano il pavimento ricoperto di moquette (questo si che e' un peccato, avrebbe preferito mille volte il tocco freddo ed elettrico di una piastrella) fino ai suoi fianchi e alle vertebre della spina dorsale. Ed e' come se si trasformasse in luce. Prima contatto, poi suono, poi luce. Terra, aria, fuoco. Ogni passo con cui si avvicina al letto una minaccia primordiale. L'uomo che da cacciatore diventa preda.
Sara beve lo sguardo dell'uomo che osserva la trasformazione rapito. Vede i suoi occhi sulle sue labbra scure ma non troppo carnose, dischiuse a lasciar intravedere i denti bianchi e ordinati. Vede il suo sguardo scendere sull'impronta che i suoi capezzoli scuri e duri lasciano nell'asciugamano, sente la disperazione del suo desiderio di conquistare cio' che e' celato sotto la spugna blu, subito dominato dalla scossa ormonale delle sue lunghe gambe che scandiscono il tempo che lo separa da lei.
Appena sono entrati in stanza lei gli ha detto di sdraiarsi e di spogliarsi. Il suo sguardo stupito deve essere sembrato testimonianza di una imperdonabile e trasparente idiozia. Lei lo ha guardato per cinque minuti, fino a che non ha cominciato a togliersi i pantaloni ruvidi e la maglietta aderente che lo protegge impermeabilmente dal sudicio dei residui del Livello Terra. Lo ha osservato togliersi gli slip scuri e rimanere nudo davanti a lei, che con un cenno gli indica il letto, il suo cazzo che gia' iniziava ad accomodarsi al solo sentire quel primo perentorio ordine di inizio del rituale di accoppiamento.
Mentre si avvicina al letto osserva il corpo disteso dell'uomo, le braccia che non sanno dove stare e continuano a spostarsi da dietro la testa a lungo i fianchi, a incrociarsi sul petto, mentre lo sguardo chiede a Sara dove mettere quelle due appendici fastidiose. Sara ossera la sua lunga asta che vibra quasi in sincrono con i suoi passi, il glande roseo che si tende cercando di raggiungerla mentre e' ancora troppo lontana.
In un attimo e' sopra di lui, senza una parola scosta la spugna blu dell'asciugamano e guida con l'esperienza delle sue anche il suo cazzo dentro di lei. Lo cavalca seguendo il ritmo del suo corpo, sentendolo gemere al primo contatto con il calore del suo utero, con la sensazione avvolgente di entrare a fare parte del corpo di un'altra persona. Sara cavalca l'uomo lentamente, con movimenti a tratti circolari e a tratti verticali del bacino, portando la sua asta a toccare le pareti della sua vagina, il bordo della zona perineale, l'apertura delle labbra.
Mentre lo cavalca sfega ritmicamente il clitoride sull'osso del bacino di lui, e d'un tratto lascia scivolare il telo mostrandosi completamente. Lo sguardo di lui e' ormai al di la' di lei, perso nella sensazione crescente della libido maschile, ma le sue braccia si muovono sicure, come se avessero capito improvvisamente il loro posto. Le sue mani si portano sui suoi seni, i suoi palmi che cercano di riempirsi della sua carne senza riuscirci.
Sara sale di ritmo, sale ancora, gradino per gradino lungo il gradiente dei suoi orgasmi. Sente il suo cazzo premere dentro di lei e le pareti delle sue labbra stringerlo furiosamente a ogni colpo del bacino. Ogni colpo imprime un accelerazioe al cuore e ai sensi, mentre la candela di cera si scioglie e il fuoco diventa acqua, mare, oceano. Acqua sconfinata che ulula e stringe i denti, acqua in cui un uomo vuole perdersi.
Quando sente la pulsazione risalire lungo l'asta del suo cazzo sa che e' arrivato il momento di spingere, spingere i suoi fianchi verso il suo pube, sentire il suo cazzo che esplode pulsando sulla base dell'utero, sentirsi invadere, acqua che si mischia ad altra acqua, esseri umani che tornano a essere cio' che erano all'origine, onde che si infrangono sul muro delle onde di un altro mare.
Poi il mare si rifa' terra mentre Sara si accovaccia sul suo petto, il suo seno ancora turgido che ansima in sicrono con il suo petto muscoloso, il grido strozzato dell'uomo che accompagna gli ultimi vagiti dell'orgasmo, raccolti con passione dall'utero di Sara che sembra non averne mai a sufficienza.
Sara passa le mani sul suo viso a chiudergli gli occhi e si addormentano cosi', vinti dalla foga di un orgasmo come se fosse l'ultimo della loro vita, o come se la loro vita dipendesse dal potere che l'altro ha esercitato e ha subito. L'oblio totale del sonno si sostituisce alla totalita' sensuale del sesso.
Tue, 25 Oct 2005
volume: /nullahop

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