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Nulla-hop No Future

Questo รจ un romanzo di fantascienza la cui trama è stata pensata ma la cui realizzazione è ancora in itinere. Leggiucchiate e suggerite, un giorno potremmo anche decidere di farne un romanzo scritto in forma collettiva on-line, che ne pensate?

Titoli o capitoli presenti nel volume

04.


Un tempo sarebbe stato mattino. Ormai e' difficile determinare dalla luce o da altri fattori atmosferici quale parte del giorno sia. Quantomento al Livello Terra. Forse negli altri Livelli della citta' si conserva parte della sensibilita' atmosferica. In ogni caso l'orologio segna le dieci e venti mentre Sara si allontana dal motel in cui ha passato la notte con l'ennesimo sconosciuto, o forse sarebbe corretto dire appena-conosciuto, ma non c'e' un termine che la soddisfi per definire quelli come lui.

Sara ha indossato qualcosa di comodo, una tuta di tessuto elastico aderente rossa, con strisce bianche che fendono irregolarmente le porzioni del tessuto che passano sulle sue parti piu' arrotondate. Il tessuto la isola completamente dall'ambiente circostante: alterazioni di temperatura, di composizione chimica o fisica dell'ambiente, pulviscolo, e perfino sostanze moderatamente radioattive non riescono a superare la barriera della tuta. Sara porta i capelli corti, la testa intrappolata nelle cinghie della maschera filtrante che le protegge occhi, naso, bocca. Tutto materiale gentilmente pagato dai suoi datori di lavoro che devono evidentemente essere molto soddisfatti di lei.

D'altronde anche Sara e' soddisfatta di se' stessa. Ricorda ancora il giorno in cui le hanno offerto il lavoro, quanti anni fa? Uno, due, tre? Non ricorda esattamente. Distinguere il passare degli anni nella monotona sequenza senza contorni del Livello Terra non e' un'operazione semplice, richiede uno sforzo di volonta' che pochi ritengono necessario.
Sara ricorda l'annuncio della serrata, la luce del giorno che scompariva anche dagli ultimi Buchi, per sempre, o almeno cosi' dicevano i feed che ventiquattro ore su ventiquattro tempestavano le retine e i timpani di tutti gli abitanti del Livello Terra. Sara passava gran parte del tempo in casa a disperarsi per le notizie che davano per spacciata lei, insieme al cinquanta per cento circa della popolazione, convinta che di li' a poco sarebbe stata costretta a inventarsi qualcosa di incredibilmente spiacevole per sopravvivere in un modo o nell'altro alla serrata dei livelli superiori.
Gli effetti della serrata li immaginavano tutti: le risorse sarebbero diminuite, la gente avrebbe iniziato a scannarsi per le briciole, fino a che sarebbe rimasta solo violenza e sangue. Quello che sarebbe successo pero' si era rivelato molto peggio, perche' nessun essere umano dotato di una coscienza avrebbe immaginato il livello di sadismo che gli abitanti dei livelli superiori sarebbero riusciti a dimostrare.
La notte che la reclutarono nella sua nuova vita era uscita di casa come se fosse la sua ultima notte. Sulla soglia del portone, proprio mentre si apprestava ad affrontare le strade del Livello Terra sempre piu' intrise di grigia disperazione, le si fecero incontro due donne dall'aria risoluta, due bianche dalla pelle flaccida e dall'aria poco socievole.

All'inizio quelle che facevano il suo lavoro venivano chiamate "sperm-harvester", raccoglitrici di sperma. Un termine tecnicamente impeccabile, ma troppo lungo e poco popolare. Rapidamente il termine "sperm-grazers", mangiasperma, si era imposto sul mercato del lessico moderno come leader del settore. Una parola che riusciva ad evocare in chiunque quel tanto di superiorita' che ognuno si voleva riconoscere rispetto a chi raccoglieva sperma. Un termine che riusci' in un baleno a risultare molto piu' popolare, almeno quanto puttana o troia, ma con quel tanto di politically-correct in piu' che consentiva anche alle persone per bene di usarlo durante le normali conversazioni. Poco importa che Sara non ceni a base di sperma.
Il concetto e' semplice: Sara viene rifornita di tutto cio' che vuole e viene protetta con gli strumenti piu' adeguati dalla potenziale nocivita' dell'ambiente di giorno in giorno piu' ostile del Livello Terra della citta'. Puo' andare dove le pare e gode di un credito illimitato, nonche' della possibilita' di accedere ad alcuni servizi dei livelli superiori, come i periodici clenasing dagli agenti tossici e una sorta di vera e propria cittadinanza, ovvero la possibilita' di chiamare la polizia cittadina e chiederle di intervenire in suo aiuto, dato che gli altri elementi caratteristici della cittadinanza, quali una abitazione ai piani superiori e la possibilita' di accedervi liberamente le sono comunque preclusi. Unica condizione: fare un piccolo intervento che le consente di raccogliere senza il minimo errore ogni stilla di sperma dei propri partner e garantire un certo numero di campioni di sperma al mese. Ovviamente di persone diverse. Il tutto per conto di alcuni istituti di ricerca con fini umanitari, ai quali Sara non ha mai creduto neanche per un secondo. Era una provetta di carne ambulante, ma trattata con tutti i riguardi. Anche tra gli esseri umani oggetto del Livello Terra c'era una scala di valore, e lei era sicuramente in cima a questa gerarchia.

Ma non e' tanto importante dove finisca lo sperma di tutti i suoi amanti, quanto il fatto che l'impiego come sperm-grazer abbia in realta' realizzato gran parte delle aspettative della vita di Sara: vivere bene e senza farsi mancare nulla, fare sesso, darsi una prospettiva che eviti alla sua esistenza di trasformarsi in una serie infinita di test per droghe diverse. Con l'aggiunta non indifferente di sottrarla legalmente alla possibilita' piu' probabile che le si era aperta davanti dopo la serrata: vendersi a maschi schifosi per una miseria che avrebbe dovuto dare al maschio schifoso e violento che controlla questa o quell'altra strada.
Almeno facendo la sperm-grazer e' lei a scegliere con chi andare, cosa fare. E' lei a comandare e a guadagnare tutto quello che c'e' da guadagnare. In un certo senso questa riconoscenza sembra trasmettersi per vie invisibili, piu' o meno, ai maschi che finiscono nel suo letto nella forma di solenni orgasmi. In questo la differenza tra la sua vita e quella di tutte quelle che erano state le sue amiche e vicine di casa e' un monito sufficiente a ringraziare il destino per aver indotto le bianche flaccide ad aver scelto lei. Quelle che non sono morte pestate a sangue sono delle larve ripiene di polveri di ogni tipo che si aggirano sui marciapiedi ingombri di relitti di un epoca che non esiste piu' del Livello Terra.

Pensare a tutto questo porta regolarmente Sara a sorridere del suo cognome. Lafraise. Ogni volta Sara riflette su che cazzo doveva aver pensato il padrone della sua antenata schiava mentre la chiamava cosi'. Chissa' come piaceva a quel maiale bianco europeo l'utero della sua antenata: almeno tanto quanto il potere che poteva esercitare su di lei, fino al punto di cancellare l'ultima goccia di identita' che le era rimasta dall'africa, il suo nome. Pensa a come quel nome debba essere stato umiliante e come debba essere stato l'oggetto di un odio che lei non poteva piu' immaginare, assuefatta com'era a trovare divertente quel nome applicato a lei e alla sua pelle scura e liscia come il cioccolato fondente ancora liquido. Forse il giorno che incrocera' un amante francese o canadese potra' chiedergli cosa ne pensa del suo nome dopo essere stato a letto con lei. O forse arrivera' un momento in cui una fragola sopravvivera' all'uomo bianco e potra' ridere di lui e della sua razza stupida.
Sara ride sotto la maschera filtrante e continua la sua marcia verso il punto di accesso al servizio sanitario dei livelli superiori per consegnare il suo carico di oggi. Tutto sommato il mese e' solo all'inizio e la prima scopata e' gia' stata eccellente. Se continua cosi' sara' un ottimo mese per lei e per i suoi datori di lavoro.

Wed, 02 Nov 2005

volume: /nullahop

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